O amor e a generosidade são características de quem dá um pouco de si para que os outros tenham vida.
O endereço de sua contribuição são as crianças e adolescentes do Jardim São Camilo, Tamoio e Vila Nambi, bairros do município de Jundiaí, que necessitam de promoção.
Sabemos que você é uma pessoa generosa por isso batemos à porta de seu coração. Em cada contribuição está uma parte da sua vida. Por trás de cada real ofertado com amor encontra-se o suor da pessoa que ofertou.
As ofertas serão feitas à Associação Pio Lanteri mantenedora dos seguintes Projetos:
Núcleo da Vila Nambi que atende a 160 famílias; Núcleo do Jardim São Camilo que atende a 183 famílias e o núcleo do Jardim Tamoio que atende 25 famílias, totalizando 368 famílias, aproximadamente 1.800 pessoas entre crianças e pais. Vale ressaltar que as famílias são numerosas.
Para receber toda a formação que necessitam o custo de cada criança ou adolescente no projeto é de um salário mínimo por ano. Quem puder colaborar com este valor estará sendo um colaborador que mantém um destes pequeninos no projeto por um ano. Convidamos você a entrar nesta corrente de solidariedade e amor.
Qualquer valor será aceito e fará a diferença na vida destas crianças, adolescentes e suas famílias.
Os colaboradores que desejarem poderão receber fotos e mensagens de crianças, adolescentes e suas famílias que participam das atividades desenvolvidas nos projetos.
O objetivo é promover oportunidades para as famílias desenvolverem seus potenciais, através das seguintes atividades para toda a família:
ATIVIDADES EDUCACIONAIS: Biblioteca Comunitária; Acompanhamento Escolar; Iniciação à informática; Alfabetização; Grupos de reflexão com famílias
ATIVIDADES CULTURAIS:Oficina de teatro; Oficina de violão popular; Oficina de dança
ATIVIDADES FÍSICAS: Oficina de capoeira
ACOMPANHAMENTO PSICOSSOCIAL
Para ser um colaborador (a) preencha a ficha .Contando com a sua generosidade, desde já agradecemos.
Para garantir que todas as doações serão usadas para as crianças e adolescentes com suas famílias, pedimos que sejam feitas através da conta bancária indicada no folder.
Nenhuma pessoa sem autorização por escrito poderá receber doações em nome dos projetos mantidos pela Associação Pio Lanteri.
Por Admin (em 02/01/2009 @ 08:54:44, em Dia a Dia, lido 9 vezes)
Dia 1 de janeiro Solenidade da Mãe de Deus o texto da liturgia é do evangelho de Lucas 2,16-21. Quando escutamos o Evangelho qual é a nossa primeira ração? Perguntamo-nos O Que devo fazer? Antes porém de nos perguntarmos o que devemos fazer, façamos como os pastores. Permaneceram parados, extáticos, curtindo a alegria de tudo o que viram e ouviram.Contemplando pasmados, aquilo que Deus fez e continua fazendo por nós. Somente depois estaremos preparados para responder de maneira mais perfeita ao seu amor, na vida de cada dia. Alegremo-nos, exultemos: Esta é a maneira mais conveniente para agradecer-lhe, preparando-nos para receber o seu dom. Outra atitude impressionante que aparece no evangelho do dia 1 de janeiro é a de Maria: "Guardava todas estas coisas no seu coração, meditando-as" O Que significa Isso? O evangelho quer nos dizer que Maria sabe procurar em tudo o que acontece o projeto de Deus. Bem diferente de nós! Muitas vezes , nos deixamos perturbar até por uma pequena contrariedade ou por qualquer novidade que nos chega aos ouvidos. Maria sabe "meditar em conjunto" todas as coisas e assim consegue descobrir o projeto de amor de Deus em tudo. Eis o segredo para alcançar a paz que desejamos. Você meu irmão e amigo, contempla Maria, para diante dela e penetra os seus sentimentos o seu modo de olhar os acontecimentos alegres ou tristes da vida. Com a benção de Deus (livro dos números 6,22-27) Nós teremos forças para enfrentar com a luz que vem da fé as dificuldades os acontecimentos alegres ou tristes. Estaremos em condição de descobrir como Maria que tudo o que acontece entra no plano de amor de Deus. Com este espírito entremos em 2009.
O Senhor te abençoe e te Guarde! O Senhor faça brilhar sobre ti a sua face e se compadeça de ti! O Senhor volva para ti o seu rosto e te dê a paz"( Livro dos números 6,22-27} Feliz 2009 para você meu irmão e amigo
Por Admin (em 13/12/2008 @ 15:15:43, em Formação, lido 16 vezes)
Negli ultimi mesi, radio, giornali, televisioni ed anche noi, abbiamo parlato della Colombia come teatro di scontri tra la popolazione degli indios Nasa e il Governo. Oggi invece vorrei parlarvi della Colombia non come il teatro di uno scontro, ma come il teatro di un incontro di cui, dal 22 al 29 novembre, saranno protagonisti i rappresentanti locali delle Collaborazioni Solidali presenti in tutto il Sud America (10 collaborazioni tra Argentina, Brasile e la stessa Colombia), che per la prima volta si riuniranno.
Por Admin (em 09/12/2008 @ 10:17:08, em Dia a Dia, lido 16 vezes)
Chi di voi, da bambino, non ha mai avuto un incubo? Anch’io, come tanti bambini innocenti, ne ho avuti tanti. Talmente tanti che, ancora alle elementari, ogni notte era un incubo per me e per i miei genitori. Se mia madre in quel periodo fosse incappata nello studio pubblicato in questi giorni dalla prestigiosa rivista specializzata Pediatrics, che afferma che, in quasi la metà dei bambini analizzati affetti da incubi, ci sia una radice genetica, e quindi ereditaria del fenomeno, penso che a quest’ora la mia vita sarebbe incastrata tra esperimenti genetici, vaccini, cure speciali per “eliminare il problemaâ€.
La situazione attuale del Sudan è la risultante di complessi condizionamenti, da quello endemico del tribalismo a quello del materialismo portato dall’Occidente, con tutte le conseguenze di una guerra lunga decenni .
Con l’indipendenza dal regno britannico il Sudan, come altri stati, ha ereditato le disuguaglianze create dal sistema amministrativo ed economico coloniale. Inoltre lo scontro etnico e religioso la divergenza tra le forze governative del nord del paese, di religione islamica, e la popolazione meridionale, a prevalenza cristiano-animista, sono sfociate in conflitto civile che sfianca il paese dal 1956. La guerra sembra essersi conclusa nel 2005 con un accordo di pace tra il Governo sudanese e il Sudan People's Liberation Movement/Army (il principale gruppo ribelle del Sud Sudan) ma ancora non è una pace vera, diffusa e stabile.
Nella regione del Darfur l’emergenza è purtroppo ancora pressante, gli scontri proseguono e altri profughi si aggiungono ai 4 milioni di persone che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per sopravvivere alle violenze. In questa zona, che si trova nella parte nord occidentale del paese e che si estende per tre volte la superficie dell’Italia, il conflitto è di antica data ed affonda le proprie radici nella lotta per il possesso dei territori necessari alla sopravvivenza tra le popolazioni arabe nomadi provenienti dal nord e quelle africane stanziali. Il Governo di stampo islamico supporta e arma i primi per eliminare questi ultimi. La paura è che, allargandosi di regione in regione, la ribellione porti alle secessioni di intere aree e sfugga il controllo sul paese.
Italia Solidale è presente in Sudan dal 1992, con un modo di fare missione che, per ciò che ho potuto vedere, mi sembra unico nel panorama del volontariato internazionale eppure così semplice e naturale. Visitando le collaborazioni dell’associazione, così vengono chiamate le missioni proprio per il forte carattere di interazione tra i volontari di Italia Solidale ed i volontari del Sud del mondo, ho potuto vedere quanto la cultura portata avanti da Italia Solidale dia frutti preziosi e concreti, dove applicata e compresa fino in fondo.
Il primo riscontro di tutto ciò è stata l’accoglienza ricevuta al nostro arrivo.
La missione
Partite da Roma io, Daniela Gurrieri ed Elisabetta Sbrolla, volontarie di Italia Solidale, siamo arrivate nella cittadina meridionale di Juba dopo dieci ore di volo con scalo ad Addis Abeba.
Appena messo piede fuori dal piccolo aeroporto decine di donne delle varie collaborazioni della zona ci hanno letteralmente circondate e coinvolte in danze e canti ritmati, spontanei.
Un benvenuto che trasmetta un tale calore e sentimento è impensabile nella società in cui viviamo oggi. Non è facile spiegare l’emozione che ho provato ad essere stretta in abbracci così sinceri da persone che non avevo mai visto prima eppure conoscevano già il mio nome e non aspettavano che noi.
E questo non è avvenuto solo per gratitudine di un sostegno economico, come inizialmente si può essere portati a pensare.
Il senso della tribù è molto sviluppato in Africa e questo fa si che l’individuo e le sue peculiarità vengano sacrificati per la comunità .
Gli appartenenti ad una tribù africana si sostengono nelle difficoltà , è vero. E da questo, in condizioni di vita così difficili come quelle che spesso si creano in Africa, può dipendere la sopravvivenza.
Per esempio i bambini orfani vengono accolti dalle altre famiglie e non sono mai veramente soli. Ma nell’insieme dentro alle dinamiche del tribalismo si tende a perdere la l’identità .
Le prospettive individuali e la vita stessa sono subordinate al bene della comunità .
L’attaccamento alla tribù è strettamente legato a quello che riguarda la terra, il territorio.
In particolare in Sudan, come già detto, a livello macroscopico i pastori nomadi provenienti da
settentrione hanno provocato la reazione delle popolazioni autoctone e di questo forte attrito il paese ancora oggi conseguenze molto concrete.
Altri condizionamenti sono stati portati direttamente dall’Occidente colonialista.
Primo tra tutti l’assistenzialismo che invece di rafforzare le popolazioni, restituire loro la dignità e renderle indipendenti per una crescita del paese ha creato situazioni di subordinazione e dipendenza radicali.
Tutta questa serie di difficoltà si percepisce effettivamente parlando con le persone che ho avuto modo di incontrare e ascoltando il racconto delle loro vite.
La guerra ha certamente acuito ed aumentato i problemi. Per esempio molte famiglie sono formate solo da donne e bambini a causa delle perdite nei conflitti.
Ma la maggior parte delle sofferenze sono dovute alla guerra interiore: famiglie massacrate dal non rispetto, dal non amore che producono violenze, dipendenza da alcol e droghe, Hiv che si diffonde per i disordini sessuali, depressione.
Questi fenomeni sono purtroppo frequenti ed in aumento in ogni parte del mondo, come scopriamo noi stessi ogni volta che ascoltiamo un notiziario o sfogliamo un quotidiano.
Il lavoro da fare dove le identità sono rimosse, dove le energie personali sono schiacciate è profondo e laborioso.
Forse sarebbe più semplice costruire una scuola, un pozzo, portare abiti e cibo.
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
Vangelo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà .
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà , chi invece l'avrà perduta la salverà .
Vi dico: in quella notte due si troveranno in un solo letto; l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo, l'una verrà presa e l'altra lasciata".
Allora i discepoli gli chiesero: "Dove, Signore?". Ed egli disse loro: "Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi".
Lc 17,26-37
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Vangelo
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di noi!".
Appena li vide, Gesù disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, furono sanati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". E gli disse: "Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!".
Lc 17,11-19
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.
Questi otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai".
Gli apostoli dissero al Signore: "Aumenta la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe".
Lc 17,1-6
Por Admin (em 09/11/2008 @ 06:25:48, em Dia a Dia, lido 40 vezes)
O DEUS MERCADORIA NA ERA DIGITAL
Apontamentos para o Diálogo
Leomar Antônio Brustolin
Para um ateu, as pessoas podem ser reconhecidas por suas virtudes e seu caráter. Para um cristão, isso se dá pela capacidade de amar ao próximo como Jesus Cristo ensinou. O budismo acentua a compaixão e o islamismo a submissão à Deus que faz desenvolver asvirtudes pessoais. Hoje, contudo, há uma supervalorização do consumismo como estruturador de valores:- as coisas que as pessoas possuem e consomem é quelhes dão a identidade. Não só tudo se transforma em “coisa”, mas os objetos de consumo determinam quem são as pessoas. Tudo tornou-se mercadoria: Deus, o ser humano, a terra, as sementes e até avida.
“[...] o império do consumo e da comunicação gerou um indivíduo desinstitucionalizado e operacional, disposto, em todos os planos, a ter o direito de dirigir a si mesmo. [...] Os lugares tradicionais de sociabilidade (trabalho, Igreja, sindicatos, cafés) cedem, por toda parte, terreno ao universo privatizado do consumo de objetos, de imagens e de sons”[1].
Esse individualismo exacerbado ou hiperindividualismo, aliado ao hiperconsumo, faz com que as pessoas procurem a religião, através de uma demanda fragmentada. O mundo racionalizado, a sociedade pós-modernae a chamada era do vazio liquidam as alteridades. Tudo é reduzido ao indivíduo: “o outro sou eu”.Essa é a lógica que invade o fenômeno religioso atual, onde a imagem de Deus fica refém do “homo consumericus”.
A busca da religião se realiza por necessidade de cura, conquistar o amor de alguém, prosperidade nos negócios, aumento da riqueza, segurança, busca do laço amoroso que se rompeu, sentimento de utilidade, gosto de viver sem angústia, realização pessoa e por tantas outras necessidades que poderão ser criadas. Nessa demanda, a religião não é a única opção, ela concorre com especialistas das ciências humanas, terapias de auto-ajuda, alternativas holísticas e as mais diferentes opções de saúde física e mental.
O mercado religioso é promissor, pois exige um pequeno investimento, sendo suficiente uma “iluminação” do além, uma publicidade informal e a disponibilidade para o atendimento das pessoas, buscando cativá-las e acolhê-las. É fundamental propor experiências religiosas novas e exóticas, diferente do que as instituições tradicionaisoferecem, contudo, resgatando os símbolos e ritos que já povoam o imaginário da cultura local.
Outro vento favorável á esse fenômeno religioso é o crescimento populacional das grandes metrópoles, onde imensas parcelas da população ficam órfãs de atendimento religioso. Desta forma, abrem-se nichos para a emergência de novos movimentos, que usam técnicas de marketing para atrair pessoas/clientes.
Nesta mudança de paradigma, novas percepções sobre a religião emergem. Enquanto Émile Durkheim percebiaa religião essencialmente pela dimensão coletiva, com forte laço social e determinante para aidentidade do grupo, hoje, ao contrário, o fenômeno religioso focalizaa satisfação individual de um crente transformado em cliente. Cada religião deve ganhar adeptos, se quer vencer. Não pode impor. Deve seduzir, convencer. A religião entra como mercadoria e deve seguir as normas do mercado” [2].
Sabe-se que o Marketing relaciona-se diretamente com a ciência do vender. Para vender, o mercado procura seduzir, encantar e manipular os seus clientes. Hoje, nada mais seduz tanto quanto a mídia, especialmente a digital. Vive-se a “sociedade do espetáculo” denominadapor Debord, devido à invasão da mídia, que produz a “espetacularização” das informações, seja o nascimento do filhote de uma baleia em algum zoológico, seja a cobertura guerras e catástrofes em tempo real.
O espetáculo não é só uma propaganda difundida pelos meios de comunicação. Toda atividade social é captada pelo espetáculo visando seus próprios fins. Os problemas são as imagens e representações que veiculam uma independência, banindo da vida qualquer diálogo. As representações nascem da prática social coletiva, mas se comportam como seres independentes.
A mídia e a religião se encontram. Nesse mundo, o espectador não se sente em casa em lugar algum. No espetáculo, bem como na religião, cada momento da vida, cada idéia e cada gesto só encontram seu sentido fora de si mesmos [3].
Diante desse quadro cabe-nos questionar sobre as perspectivas da religião numa sociedade individualista e consumista como a atual.
Constata-seuma reestruturação da religião na sociedade pós-moderna, manifestada por novas formas religiosas comunitárias, e o surgimento de novos grupos e redes;
“Hoje o computador está organizando as comunicações de um modorevolucionário, o que o torna ferramenta ideal para gerenciar uma economia onde todos buscam ter experiências emocionantes e divertidas, interagem em mundos paralelos ao mesmo tempo para se adaptar a qualquer realidade.Neste processo, o computador está mudando lentamente a própria consciênciahumana”[4].
Enquanto emergem mudanças aceleradas na era digital, igualmente nascem diferentes e novas formas de experimentar a religiosidade. A influência da economia nesse processo é determinante:
“O individualismo neoliberal fomenta concorrência e competição em que vencem os mais fortes, os mais preparados e competentes. Visa ao resultado.É necessário encontrar uma religião que reforce a vitória, a prosperidade, os melhores.Recorre-se então àteologia da benção de Deus para os ricos e o castigo para os pobres, porque preguiçosos e pecadores”[5].
Questionamentos?
Qual o futuro da religião, enquanto norteadora do sentido e da ética, num cenário hiperconsumista onde o Deus mercadoria é amplamente glorificado no altar da era digital?
Referências
COMBLIN, José. Os desafios da cidade no século XXI. São Paulo: Paulus, 2002.
JAPPE, Anselm. Guy Debord.,Rio de Janeiro: Vozes, 1999.
LIBANIO, J.B. A religião no início do milênio. São Paulo: Loyola, 2002.
LIPOVETSKI, Gilles. Metamorfoses da cultura liberal: ética, mídia e empresa. Porto Alegre: Sulina, 2004.
RIFKIN, Jeremy. A era do acesso. São Paulo: Makron Books, 2001.
[1]LIPOVETSKY, G. Metamorfoses da cultura liberal: ética, mídia e empresa, 71.
[2]COMBLIN,J.Os desafios da cidade no século XXI,43.